Gli sposi sepolti vivi, indagine sui martiri. Una ricerca finanziata da National Geographic fa luce sulla sorte di Crisanto e Daria

Gli sposi sepolti vivi, indagine sui martiri
Una ricerca finanziata da National Geographic fa luce sulla sorte di Crisante e Daria, santi e amanti del III secolo, le cui spoglie sono conservate nel duomo di Reggio Emilia

Secondo la tradizione, il giovane Crisanto, figlio di un senatore di origine egiziana, giunse a Roma per studiare filosofia al tempo dell'imperatore Numeriano, e qui si convertì al cristianesimo. Il padre cercò di distoglierlo dalla nuova fede facendolo avvicinare da belle ragazze: in particolare l'affascinante vestale Daria, un po' più anziana di lui. 

Ma anche Daria si convertì, e i due, uniti in un matrimonio spirituale, cominciarono a predicare il Vangelo e a convertire in massa i romani. Irritato, l'imperatore li condannò a morte; ma poiché spargere il sangue di una vestale avrebbe attirato l'ira degli dei, Crisanto e Daria furono sepolti vivi in una cava sulla via Salaria, nel 283 d.C.


Il duomo di Reggio Emilia (nella foto) accolse le reliquie di Crisanto e Daria nel X secolo d.C., dono del re longobardo Berengario cui erano state affidate dal papa. Posti in un reliquiario all'interno della cripta, le salme erano state esposte per l'ultima volta nel Cinquecento.



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